‘The Storytellers Project’, torna alla Fucini con la consegna delle ‘Storybell’

Martedì 30 giugno e mercoledì 1 luglio. Finalmente bambini e famiglie potranno portare a casa i robot a forma di campana fino a fine settembre per iniziare le letture remote

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EMPOLI – Nei prossimi 30 giugno e 1 luglio 2020, il progetto Storytellers, ovvero “The Storytellers Project”, cofinanziato dalla Comunità europea, ritorna alla biblioteca “Renato Fucini” di Empoli per l’appuntamento che famiglie, bambini e lettori remoti attendevano ormai da tempo: la consegna dei robot a forma di campana, le “Storybell”.

In questi due giorni, il 30 giugno e il 1 luglio, gli storytellers, le famiglie ed i bambini riprenderanno gli incontri alla biblioteca Fucini, in gruppi opportunamente scaglionati in ottemperanza alle norme di sicurezza vigenti, i robot campana saranno consegnati ai bambini e finalmente si potrà cominciare a suonarla per avviare le letture remote.

“The Storytellers project” ha come scopo quello di facilitare le relazioni intergenerazionali ed innescare interazioni solidali all’interno delle comunità fisiche e online attraverso un servizio di lettura remota ai bambini. 

NELLA PRATICA ACCADE CHE - Finalmente i bambini e le loro famiglie potranno prendere la propria Storybell in prestito dalla biblioteca e portarla a casa fino a fine settembre, quando si concluderà questa prima fase pilota. Grazie alla Storybell, i bambini potranno contattare i lettori remoti, formati e accreditati dalla biblioteca, e ascoltare le loro letture dal vivo, in una relazione uno ad uno, tutte le volte che ne avranno voglia e suoneranno la campana.

Ma l’interazione potrà essere anche iniziata dai lettori stessi, i quali, quando avranno voglia di leggere al bambino, potranno attivare le Storybell nelle loro case ospitanti facendo in modo che i robot-campana inizino a girare per casa alla ricerca del bambino a cui leggere. 

COME SI E’ SVILUPPATO IL PROGETTO - Grazie a due co-finanziamenti della Comunità Europea e al lavoro di Laura Boffi, interaction e service designer e ricercatrice indipendente che basa la sua ricerca su un approccio partecipativo tra i vari attori del progetto sin dal suo inizio, e via via li coinvolge in interviste contestuali, sessioni di co-creazione e workshop di prototipazione.

Laura Boffi è riuscita a raccogliere attorno al proprio progetto professionisti, stakeholders ed enti pubblici sia in Italia che all’estero, come ad esempio l’olandese NGO “International Child Development Initiatives” (ICDI), la cooperativa PromoCultura, che opera dal 1998 nell'ambito della promozione dei beni culturali e della lettura e la biblioteca “Renato Fucini” di Empoli che ha accordato la propria disponibilità per presentare il progetto ai propri utenti e "reclutare" i primi sperimentatori, sia sul fronte dei lettori che su quello degli utilizzatori. 

LA COLLABORAZIONE CON LA FUCINI – E’ iniziata nel maggio del 2019 quando la ricercatrice ha portato avanti la fase preliminare del “Feasibility study”, con ricerca sul campo, interviste e sessioni di co-creazione con bibliotecari, utenti di tutte le età, esperti di letteratura per bambini. Nel 2020, il progetto è giunto alla fase di prototipazione del servizio, coinvolgendo in biblioteca un entusiasta gruppo di aspiranti lettori remoti e curiose famiglie con bambini in età prescolare dai 3 ai 6 anni, motivati a prendere in prestito la Storybell per portarla a casa per la durata dei 3 mesi dell’esperimento.

Gli aspiranti Storytellers hanno seguito un corso di formazione appositamente creato dalla ricercatrice e dagli esperti che hanno collaborato al progetto, tra cui l’antropologa esperta di attività intergenerazionali Giulia Cortellesi, l’esperta di pedagogia narrativa Cristina Bartoli (coop. PromoCultura), l’esperta di letteratura per l’infanzia Leyla Vahedi e l’attrice Arianna Saturni, che ha insegnato le tecniche di lettura ad alta voce e al telefono ai lettori.

A causa dell’emergenza Covid-19, il corso di formazione è dovuto migrare su piattaforma online nei mesi di lockdown, ma nonostante i limiti ed i disagi i partecipanti sono arrivati con successo e divertimento alla fine della loro formazione e sono a tutti gli effetti “storytellers”!