Riaperta la storica libreria San Paolo. Le radici di un progetto culturale

All'inaugurazione il cardinal Bassetti insieme al Cardinal Betori, il presidente della Regione Eugenio Giani e il sindaco di Empoli Brenda Barnini

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EMPOLI - Riapre una ‘nuova’ libreria. Ieri sera, martedì 21 settembre, la storica San Paolo, presente nel centro di Empoli fin dagli anni ’50, ha alzato nuovamente il sipario dopo un periodo di chiusura con una veste completamente rinnovata. SintesiMinerva ha raccolto il testimone della libreria per sviluppare un nuovo progetto di cultura e socialità.

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Ad inaugurare questo nuovo spazio è stato il cardinal Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente CEI, che ha presentato il libro di Quinto Cappelli ‘Le Radici di una vocazione I primi maestri del card. Bassetti: don Pietro Poggiolini e don Giovanni Cavini’. 


Erano presenti anche il presidente della Regione Eugenio Giani, il cardinal Giuseppe Betori e il sindaco di Empoli Brenda Barnini. 

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LA NUOVA SAN PAOLO LIBRI & PERSONE


Gli spazi della libreria sono stati ripensati, così come il nome e la proposta culturale: la nuova San Paolo Libri & Persone è tante cose in un medesimo spazio. È stata pensata come una 'boutique del libro’: non un grande magazzino in cui trovare tutto, ma un luogo in cui selezionare alcuni titoli, accompagnando il lettore nella scelta. È soprattutto uno spazio aperto ai cittadini, con incontri, corsi, eventi, gruppi di lettura e tante iniziative. Un luogo per fare cultura, divulgazione o semplicemente concedersi qualche ora di relax leggendo un libro. La libreria sarà in costante dialogo con le associazioni culturali del territorio per sviluppare progetti o eventi. L’obiettivo è di portare nel centro di Empoli un luogo di cultura e di socialità a tutto tondo, capace di coniugare la vendita di libri con una forte vocazione sociale. Non si tratta, quindi, solo di una libreria, ma di un progetto che vuole coniugare cultura e cittadinanza. Sarà anche un’opportunità di inclusione sociale: saranno infatti attivati percorsi di inserimento lavorativo per soggetti svantaggiati.

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La direzione del progetto culturale è stata affidata a Fabio Cremonesi, storico dell’arte di formazione, ex dirigente d'azienda ed editore, oggi apprezzato traduttore, tra gli altri, dello scrittore Kent Haruf, uno dei ‘grandi’ della letteratura contemporanea. La direttrice della nuova libreria sarà Marta Menichetti, già direttrice della storica Feltrinelli International di Firenze. Ampia la scelta per i lettori: sarà possibile trovare narrativa, saggistica, poesia, libri sull’arte, i grandi classici e anche una vasta selezione di manga. 

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Con questo progetto SintesiMinerva intende ripensare il modo di fare Cooperativa per offrire nuovi servizi sui territori. Rispetto al modello ‘tradizionale’ basato su gare pubbliche e gestione di servizi sociali, la Cooperativa ha scelto di essere anche ‘impresa sociale’: acquisire attività a carattere privato, ma sempre rivolte ad offrire servizi per la cittadinanza. 


Una scommessa che parte dalle politiche giovanili con la gestione di La San Paolo* Libri & Persone e anche del ‘Green Bar’ nel Parco di Serravalle. Due attività commerciali pensate prima di tutto come luoghi di socialità e di aggregazione. Una scommessa che inizia da qui, ma che intende aprirsi a diverse aree di impresa per adempiere alla nostra mission: fare comunità. 

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“La riapertura di questo spazio ha un grande valore – spiega il sindaco Brenda Barnini - di riscoperta e di riappropriazione di uno spazio che ha visto crescere intere generazioni di empolesi. Inoltre per il grande progetto che sta dietro ha in realtà in sé una grande sfida di innovazione. Tradizione e innovazione allo stesso tempo, nel cuore della città. Credo che in un momento come quello che stiamo vivendo in cui c’è bisogno di occasioni simboliche in cui darci speranza e fiducia, la riapertura della libreria San Paolo rappresenta tutto questo”. 

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“Oggi si riapre una nuova libreria – ha detto il presidente Eugenio Giani – che trova nuovamente spazio nel centro di Empoli. Una libreria, la San Paolo, rappresenta quel presidio di cultura che per ciascuno di noi è sempre importante per valorizzare il nostro patrimonio di conoscenze. Il libro ha una funzione fondamentale. Non mi convincerò mai che il libro fisico non sia importante. In un dialogo con l’allora direttrice della Biblioteca Nazionale emerse come i formati digitali cambino continuamente, rendendo un formato antiquato dopo pochi anni, tanto da non avere supporto per leggerlo. L’unica cosa importante è il libro stampato. Per questo le librerie sono qualcosa di importante”. 


“La San Paolo Libri & Persone – spiega Fabio Cremonesi - è un progetto culturale, cioè che riguarda i libri, ma è soprattutto un progetto sociale, che riguarda le persone. Riguarda i lettori, come in ogni libreria, ma ha l’ambizione di aprirsi al sociale. La proprietà della libreria è non a caso della Cooperativa SintesiMinerva. Libri e Persone significa che vogliamo essere aperti a tutte le istanze del territorio. Organizzeremo eventi culturali, incontri, presentazioni, corsi, gruppi di lettura. Questo vuole essere uno spazio aperto a tutte le realtà associative e culturali del territorio empolese che insieme a noi ci aiuteranno a riempirlo di contenuti”. 

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Perché quindi una cooperativa sociale apre una libreria? A rispondere è la Presidente di SintesiMinerva Cristina Dragonetti: “Ho come bussola l’art. 1 della legge che ha istituito le Cooperative: esse ”hanno  lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunita' alla  promozione  umana  e  all'integrazione sociale dei cittadini”. Vorremmo proporre un percorso di arte, cultura, testimonianze per accrescere la consapevolezza nostra e della comunità in cui viviamo. Non so dire oggi se vedremo un conto economico in positivo ma “non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato” diceva Einstein. Per noi conta il bilancio di impatto sociale e il nostro utile sarà l’impatto che questo progetto avrà sulla comunità”.


LE RADICI (ANCHE EMPOLESI) DI UNA VOCAZIONE: IL CARDINAL BASSETTI SI RACCONTA


Una storia di fede, una riflessione sull’essere prete oggi e un affresco di una Toscana che, forse, non esiste più. Il cardinal Gualtiero Bassetti ha affidato alla penna di Quinto Cappelli il racconto della sua vocazione sacerdotale, dei suoi maestri e del suo percorso di vita. Questo è il senso del libro ‘Le radici di una vocazione. I primi maestri del card. Bassetti: don Pietro Poggiolini e don Giovanni Cavini’, pubblicato nel febbraio 2021 da Edizioni San Paolo. 


Radici di una vocazione a cui Bassetti dà anche nome e cognome: Pietro Poggiolini e don Giovanni Cavini. Ha così un significato tutto particolare la presentazione che il cardinale ha fatto a Empoli, dove proprio Don Cavini fu proposto dal 1972 al 2007.  Bassetti ha presentato insieme all’autore il suo libro, raccontando la sua storia e quella dei suoi maestri. Un racconto che mostra uno spaccato della Toscana di del dopoguerra e fa luce su quella costellazione di preti che si impegnavano attivamente nei territori, di cui Don Milani è solo una delle stelle più lucenti.

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Un racconto, insomma, che non è solo “un fatto privato”, ma “illustra uno spaccato di vita della Chiesa italiana dal punto di vista di una periferia”, come si legge nella prefazione. E proprio qui dalla periferia, quella di cui Don Cavini si è preso cura per oltre 30 anni, Bassetti ha raccontato una serie di aneddoti che, come fossero accurate pennellate, hanno disegnato il profilo di una Toscana rurale e del suo rapporto con la Chiesa. Uno spunto per riflettere più in generale sul rapporto tra religione e territorio. 
“Devo tanto ai cari preti dell’appennino – racconta Bassetti – Io oggi sono anche loro, sono il frutto del loto amore e della loro testimonianza. Rimasero sempre in mezzo alla gente. Molti di loro erano dei veri uomini di Dio, ma tutti erano dei servi della povera gente”.


Tanti gli aneddoti sui preti che hanno segnato il territorio toscano, da Don Milano a Don Cavini, fino a Don Renzo Fanfani, solo per citarne alcuni. Così Bassetti ricorda il suo maestro Don Cavini: “Per me è stata la mano aperta di Dio. Ho imparato tanto da lui perché non era un uomo che faceva il prete, era un prete. Cavini aveva una grande fede. Nonostante il carattere riservato era una vita infuocata d’amore, non era un manichino vestito da prete era un uomo autentico che aveva tanto da raccontare. Lui come altri era un prete la cui vita era intrecciata con la vita della gente”.


Anche il sindaco Barnini ha voluto ricordare Don Cavini: “L’ho conosciuto da vicino nei tanti ragazzi che ha fatto crescere. Aveva la capacità di fra crescere le persone, questo è il suo lascito”; poi un ricordo per Don Fanfani e la sua capacità, così come Don Cavini, di “costruire una forte amicizia civile”.

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Quinto Cappelli ha invece parlato della genesi del testo, confermando come il libro non sia solo un racconto su un’esperienza, ma il tentativo di ricostruire un contesto di piccole comunità e del rapporto con i ‘loro’ preti : “Empoli è stato un punto di riferimento nella ricerca di questo libro. Quando scrivemmo il libro ci domandammo con chi pubblicarlo. Ho girato varie case editrici e dopo nove giorni la Edizioni San Paolo ci ha risposto dicendoci che era interessata perché questo testo mette in evidenza figure di preti e laici del Novecento che andrebbero riscoperti. Figure che hanno formato laici e preti e quindi il popolo italiano”.


Proprio il rapporto con il territorio è uno dei temi centrali del libro, nonché uno dei temi che sta caro a Bassetti il quale si chiede con un po’ di malumore come fermare il fenomeno dell’urbanizzazione e dello svuotamento delle montagne, una “emorragia che porterà a perdere le identità e ad approdare ad un grande anonimato”.

 

fonte SintesiMinerva