Mail Bombing su ‘petizione’ di Manif Pour Tous, invio fake a nome del presidente del Consiglio Comunale. Segnalazione alla Polizia Postale

Oltre 1400 mail hanno acceso l’attenzione. Fra quelle arrivate anche una a nome di Roberto Bagnoli: «Mai usato quel sito. Qualcuno ha usato il mio nome e cognome e il mio indirizzo di posta elettronica falsamente»

Roberto Bagnoli

 

EMPOLI – Oltre 1400 invii di posta elettronica verso un indirizzo della segreteria del sindaco di Empoli Brenda Barnini e dell’Ufficio Relazioni col Pubblico, hanno, non solo intasato per qualche giorno la casella postale tempestata da mail, ma anche acceso l’attenzione su questo tipo di invii da parte del Servizio Informatico del Comune.

 Si tratta di mail che presentano lo stesso tipo di testo.

“Sindaco Barnini, sono assolutamente contrario alla sostituzione dei termini padre e madre nei moduli scolastici comunali con "Genitore A" e "Genitore B".  Cordialmente”. A seguire nome e cognome di chi ha, o avrebbe teoricamente, inviato quella posta elettronica.

Sono giunte a quell’indirizzo centinaia di mail in pochi giorni, una trasmissione certamente  inconsueta, visto che tutte le mail presentavano lo stesso identico messaggio.

In ogni caso da una rapida verifica è risultato che quegli invii erano partiti tutti da un’unica piattaforma che consente di approntare una sorta di ‘petizione on line’.

Un’organizzazione o un’associazione, grazie a questo sito, possono avviare una specie di  ‘raccolta firme’ su web semplicemente inserendo nome e cognome, un indirizzo mail (che poi risulta nell’invio della mail) e un non meglio precisato codice di avviamento postale, si presume della residenza dell’autore di quell’invio.

Una prima verifica da parte degli uffici ha messo in evidenza che si trattava di una piattaforma automatizzata che fa da base per l’invio di queste mail.

Una seconda verifica, effettuata trasmettendo alcune mail anche con nomi e indirizzi inventanti, ha consentito di capire che chiunque può effettuare l’invio in automatico al Comune di Empoli inserendo un nome e un cognome qualsiasi, anche fittizi. Non solo, allo stesso modo anche l’indirizzo mail può essere inventato.

Non esiste, infatti, come in altre registrazioni simili, la procedura di invio all’indirizzo di posta elettronica digitato di una richiesta di conferma da parte del legittimo mittente.

 In pratica è possibile inserire nome cognome e un indirizzo (oltre al CAP) e immediatamente la casella di posta elettronica del Comune di Empoli riceve il testo sopracitato.

 

Fra i tanti invii ne è presente anche quello uno a nome di Roberto Bagnoli, Presidente del Consiglio comunale, arrivato con il suo indirizzo mail corretto. Il presidente Bagnoli è stato immediatamente informato ed ha espresso il suo sconcerto non avendo lui mai inviato alcuna comunicazione in tal senso.

Ecco perché è sorto il legittimo dubbio che anche altri invii potessero essere stati eseguiti  non dalla persona di cui viene scritto il nome e il cognome e la stessa mail.

 

Bagnoli è rimasto sorpreso dalla presenza del suo nome nel lungo elenco di mail che sono arrivate in particolare fra il 12 e il 17 giugno scorsi.

«Qualcuno ha usato il mio nome e cognome, ma anche la mia mail personale, senza il mio permesso – spiega Roberto Bagnoli. Nessuno entra nel merito dello strumento utilizzato. Certamente è scorretto usare la mia identità in questo modo. Mi auguro che non ci siano altri casi simili».

 

La cosiddetta petizione risulta, secondo quanto riporta il sito utilizzato come piattaforma, avviata dall’associazione GENERAZIONE FAMIGLIA ITALIA - La Manif Pour Tous Empoli che in effetti anche dal proprio profilo facebook rimanda a quel sito. Nella motivazione della ‘petizione’ ci sono alcuni punti della mozione presentata dal consigliere comunale Andrea Poggianti.

Lo stesso sito sottolinea, in fondo al testo della petizione, che “Questa petizione è stata creata da un cittadino o un'associazione non affiliati. Il sito quindi non è responsabile dei suoi contenuti”.

 

Da parte della segreteria generale del Comune di Empoli è stata fatta una segnalazione alla Polizia Postale, inviando l’elenco di tutte le mail ricevute, come estrapolato dal Centro Elaborazione Dati del Comune, chiedendo che vengano effettuati gli accertamenti di competenza.