Da martire a Cardinale: Don Ernest Simoni visita la scuola ‘Anna Municchi Rosano’

Lunedì 22 ottobre alla 9, via Bastia, Ponte a Elsa. Il sacerdote che nel settembre del 2014 commosse Papa Francesco. Ad accoglierlo, tra gli altri, Alessio Mantellassi consigliere comunale di Empoli

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EMPOLI - Era il 21 settembre 2014 quando nella cattedrale di Tirana l’84enne Don Ernest Simoni - di famiglia cattolica, che all'età di dieci anni entrò nel collegio francescano del suo paese natale dove rimase fino al 1948, quando il regime comunista di Enver Hoxha chiuse il convento ed espulse i novizi - aveva narrato a Papa Francesco la sua storia di martirio personale nell’Albania hoxhana. Papa Bergoglio, pianse.

Dopo aver posto la  berretta rossa al sacerdote, fu il Papa a baciargli la mano, mentre anche il neo porporato faceva lo stesso gesto con Bergoglio.
Da martire a Cardinale: Don Ernest Simoni, oggi cardinale, ieri, lunedì 22 ottobre 2018, è venuto in visita all’Istituto Scolastico scuola dell’infanzia contessa ‘Anna Municchi Rosano’, guidata dalle suore Domenicane, con sede alla Bastia di Ponte a Elsa, nel giorno in cui la Santa Chiesa ha ricordato San Giovanni Paolo II.
La mattinata si è svolta con la celebrazione di una santa messa da parte del Porporato all’interno della struttura, alla presenza degli alunni, dei loro genitori, di Mons. Andrea Migliavacca, Vescovo della Diocesi di San Miniato, di Padre Tiziano Molteni sacerdote di Ponte a Elsa, delle autorità civili e militari. In rappresentanza dell’amministrazione comunale Alessio Mantellassi, consigliere comunale di Empoli, residente a Ponte a Elsa. Don Simoni, ha raccontato poi la sua lunga storia di prigionia subita.

 CHI  E’ DON ERNEST SIMONI - Don Simoni è l’unico sacerdote vivente testimone della persecuzione del regime di Enver Hoxha. Di famiglia cattolica, all'età di 10 anni entrò nel collegio francescano del suo paese natale dove rimase fino al 1948, quando il regime comunista di Hoxha chiuse il convento ed espulse i novizi. Dal 1953 al 1955 fu impegnato nel servizio militare obbligatorio al termine del quale riprese e portò a termine clandestinamente gli studi teologici, ricevendo l'ordinazione sacerdotale il 7 aprile 1956. Il 24 dicembre 1963, dopo la celebrazione della Messa di Natale, fu arrestato dalle autorità comuniste, con l'accusa di aver celebrato Messe a suffragio del presidente americano John Fitzgerald Kennedy, assassinato pochi mesi prima.

Arrestato, incarcerato, torturato, venne condannato a morte, ma la pena gli fu successivamente commutata in 28 anni di carcere e lavori forzati. Durante gli anni del carcere fu per i compagni di prigionia come un padre spirituale. Dopo 18 anni di lavori forzati, nel 1981 venne liberato, pur continuando ad essere considerato "nemico del popolo" dalle autorità del regime. Anche dopo la liberazione dalla prigionia fu comunque costretto a lavorare nelle fogne di Scutari. Durante tutto questo periodo continuò ad esercitare clandestinamente il ministero sacerdotale fino alla caduta del regime comunista nel 1990.