Da ex simbolo del Fascismo a Casa della Memoria, il sindaco Brenda Barnini: «Un luogo fondato su rispetto, conoscenza e comprensione»

Inaugurato lo storico edificio risalente al 1932: da struttura decadente a centro culturale per la frazione di Santa Maria con una particolare attenzione alla storia del ‘900. Investimento totale di 400mila euro

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EMPOLI – «Oggi si conclude un percorso lungo decenni e se ne apre un altro che guarda al futuro di Santa Maria e di Empoli». Con queste parole il sindaco di Empoli Brenda Barnini ha inaugurato la Casa della Memoria, l’edificio completamente restaurato che nel ventennio fascista è stata la Casa del Fascio della frazione.

«Il percorso di rigenerazione urbana che stiamo realizzando per la nostra città – ha proseguito Barnini – oggi tocca uno dei punti più importanti. Questa Casa della Memoria, che diventa un luogo di cultura, di incontro e di socializzazione, è il miglior investimento che possiamo fare sulla sicurezza e la coesione sociale. La città che si apre al protagonismo dei cittadini e disegna nuovi spazi a disposizione delle relazioni. Abbiamo bisogno di seminare fiducia, speranza e di riscoprire i valori che tengono insieme la nostra comunità. Empoli capitale morale dell'antifascismo e medaglia d'oro al merito civile da oggi avrà un luogo fisico dove trasmettere alle nuove generazioni il senso profondo della nostra storia, la ribellione alle ingiustizie alla prevaricazione, all'odio. In questo tempo in cui l'odio sembra essere tornato a guidare le coscienze di molti a Empoli noi apriamo una casa fondata sul rispetto, la conoscenza e la comprensione. La grandezza della nostra storia non deve schiacciarci bensì darci la forza per costruire un futuro all'altezza del nostro passato».

È intervenuto anche il presidente del Consiglio Comunale di Empoli, delegato alla Memoria, Alessio Mantellassi: «Una Casa per la Memoria storica della Resistenza, Antifascismo e Deportazione empolese è un obiettivo importante che diventa realtà. Questo spazio, che era chiuso da anni, torna alla comunità di Santa Maria e darà alla città un punto fondamentale per aiutare tutti i cittadini a conoscere la storia del '900. Si va verso una programmazione complessiva, integrata e coordinata di tutte le attività, iniziative e progetti sulla memoria storica del Comune e delle associazioni grazie anche a questo spazio unitario. Le associazioni Anpi, Arci e Aned sapranno aiutarci a rendere questa Casa uno spazio vivo e vitale».

Alla inaugurazione ha preso parte anche l’architetto Gabriele Nannetti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. Presenti anche il senatore Dario Parrini, l’assessore regionale Vittorio Bugli, il consigliere regionale Enrico Sostegni, le associazioni Aned, ANPI, SPI CGIL, Arci Empolese Valdelsa, al termine degli interventi il proposto Don Guido Engels ha benedetto l’edificio.

LA STRUTTURA - L’edificio, che si trova su Via Livornese, a fianco della Casa del Popolo, immerso nel quartiere residenziale  è un manufatto storico. Da decenni era abbandonato a sé stesso. Dopo essere intervenuta per evitare il crollo, con un primo investimento, l’amministrazione comunale ha portato avanti il progetto di rinascita di questo spazio. Per la ex Casa del Fascio c’è stato bisogno di un lungo iter autorizzativo della Soprintendenza con sopralluoghi nel corso dei lavori richiedendo modifiche alla parte esterna frontale lungo via Livornese, evitando la realizzazione di una recinzione e prevedendo la pavimentazione della parte esterna. Dopo aver bloccato il degrado che andava avanti da decenni, il fabbricato è ora definitivamente recuperato. Il progetto è stato redatto dall’ufficio tecnico Lavori Pubblici del Comune di Empoli. Ha avuto un costo complessivo di 250.000 euro, ulteriori rispetto ad altri 150.000 euro spesi dal Comune per il consolidamento strutturale.

I LAVORI - Il fabbricato principale oggetto di intervento, realizzato dalla ditta specializzata nel settore della riqualific azione di edifici tutelati, Oplonde Srl, è ad un solo piano ed ha una superficie coperta di circa 190 mq. Il fronte posteriore si affaccia su di un resede sul quale insistono alcuni annessi della superficie di circa 70 mq.  Da Via Livornese si accede ad un ingresso che distribuisce i due saloni. Nella zona centrale trovano posto i servizi igienici per gli utenti e il servizio igienico per persone con ridotta capacità motoria. 

LA STORIA - L’edificio fu inaugurato nel 1932, in pieno ventennio fascista. Al termine della Seconda Guerra Mondiale furono tolti gli emblemi del regime e il fabbricato cominciò ad essere utilizzato come Casa del Popolo, finché negli anni Cinquanta si cominciò a costruire quella nuova nelle immediate adiacenze. In quegli anni furono costruiti anche alcuni annessi esterni. Successivamente l’edificio, che era di proprietà del Demanio, è stato abbandonato a se stesso e nel 2002 è divenuto proprietà del Comune.

DIPINTO - All’interno di una delle sale è stato restaurato, da parte della dottoressa Lidia Cinelli, un dipinto su muro per anni erroneamente attribuito all’artista Sìneo Gemignani. Durante i lavori di riqualificazione dell’edificio è emerso che l’opera non è di Gemignani, come confermato dalla figlia Simonetta. Al momento l’autore del dipinto, raffigurante un uomo al lavoro, un fabbro, risulta ignoto.

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