Caso Tuti, sdegno delle istituzioni. Dal sindaco Brenda Barnini lettera alla Prefettura. In Parlamento interrogazioni di Parrini, Lotti e Fiano

.

EMPOLI – Una lettera del sindaco di Empoli Brenda Barnini al prefetto di Firenze e una interrogazione del Senatore della Repubblica Dario Parrini a entrambe le Camere del Parlamento.

Da Empoli si alza la voce sgomenta e si chiede attenzione dopo che un servizio andato in onda su Spotlight di Rainews24, la scorsa domenica 1 agosto, mostrerebbe l'ex terrorista nero Mario Tuti, ora in regime di semilibertà, durante un incontro nell’ambito di una sorta di 'campo estivo' di 'Blocco studentesco', organizzazione giovanile di Casapound.

Oltre al primo cittadino empolese e al senatore chiedono l’intervento parlamentare anche i deputati Luca Lotti ed Emanuele Fiano.

«Sapere che esistono centri estivi neofascisti e che nessuno fa niente per impedire che questo avvenga mi pare gravissimo – ha detto il sindaco Brenda Barnini –. In più si aggiunge l’offesa per la nostra città e per la memoria delle vittime del terrorista nero Mario Tuti. Non possiamo far finta di niente e per questo ho chiesto al nostro Senatore Parrini di intervenire e ho scritto alla Prefettura».

A livello formale ecco alcuni passaggi la lettera del primo cittadino al Prefetto di Firenze Alessandra Guidi: “Ho appreso con profondo sgomento che il sig. Mario Tuti, nato a Empoli nel 1946, condannato a 2 ergastoli per omicidio più altre condanne per la sua attività di terrorista, ha partecipato ad una iniziativa di un'organizzazione giovanile lo scorso mese di luglio. Le scrivo perché proprio a Empoli il 24 gennaio del 1975 il Tuti uccise a tradimento ed a sangue freddo due agenti della Polizia di Stato, il brigadiere Leonardo Falco e l'appuntato Giovanni Ceravolo, ferendo l'appuntato Arturo Rocca. Ogni anno la nostra città commemora questo tragico evento, nel gennaio del 2019 abbiamo collocato una "pietra d'inciampo" davanti all'abitazione dove avvenne il duplice omicidio e la memoria di quei fatti drammatici è ancora viva nella nostra comunità. Successivamente, lo stesso Tuti è anche stato complice di altri gravi fatti di cronaca, dalla rivolta nel carcere di Porto Azzurro all'omicidio in carcere di Ermanno Buzzi, sempre all'interno del campo del terrorismo di matrice neofascista. Sono consapevole che il nostro sistema giudiziario prevede misure alternative alla carcerazione, non entro nel merito di quanto disposto in questo senso verso Tuti; la nostra Costituzione garantisce diritti a tutti ed è giusto che anche chi è stato condannato possa godere di quanto previsto dalla legge e deciso dai giudici. Tuttavia la nostra stessa Costituzione alla XII^ disposizione transitoria vieta la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista; il decreto legge n. 122 del 26 aprile 1993, convertito con modificazioni con legge num. 205 del 25 giugno 1993, la c.d. legge Mancino, è intervenuta per contrastare la diffusione e la propaganda di movimenti che sostengono idee tese alla discriminazione razziale, etnica e religiosa. Mi chiedo quindi se si può ritenere opportuno, se non addirittura non possibile, la presenza di un terrorista ad una iniziativa di un'organizzazione giovanile. Scrivo a Lei, anche a nome di tutti i cittadini del mio Comune che come troppi in Italia hanno pagato il loro tributo di sangue in anni terribili per la nostra Repubblica, la Magistrature, Partiti, Sindacati, Cittadini e Forze dell'Ordine che con i loro Caduti hanno contributo alla difesa ed alla tenuta della nostra democrazia, per chiederle di attivarsi presso il Ministero dell'Interno e l'autorità giudiziaria relativamente a questa iniziativa ed alla partecipazione di un soggetto pregiudicato con misure restrittive della libertà ancora in vigore, sicura della sua comprensione e della sua attenzione». 

Dello stesso tenore la interrogazione al Senato di Dario Parrini, lo stesso testo è stato usato dai deputati Lotti e Fiano alla Camera.

"Mario Tuti, oggi in regime di semilibertà e fondatore nei primi anni Settanta dell'organizzazione neofascista Fronte Nazionale Rivoluzionario - spiegano i parlamentari nelle interrogazioni -  è stato uno degli esponenti di maggior rilievo dell'eversione nera nel nostro Paese, riportando tra l'altro condanne definitive a due ergastoli per tre omicidi compiuti il 24 gennaio 1975 a Empoli, città in cui questa ferita è ancora aperta, e svariate altre condanne. E' doveroso fare piena chiarezza su natura, modalità e finalità dei 'campi estivi', iniziative di propaganda e di indottrinamento di valori incompatibili con i principi di democrazia, libertà e antifascismo della Costituzione. Per questo chiediamo ai ministri quali iniziative intendano adottare riguardo all'organizzazione di campi nazionali da parte di un'organizzazione giovanile di estrema destra di stampo apertamente neofascista con la partecipazione di un ex terrorista neofascista che, pur trovandosi adesso in regime di semilibertà è stato condannato a più ergastoli per fatti di sangue commessi negli anni Settanta e Ottanta". 

Inoltre Parrini ha sottolineato: “I fatti evidenziati, come immediatamente ha fatto rilevare la sindaca di Empoli Brenda Barnini, hanno generato una reazione di sconcerto, di sdegno e di profonda inquietudine nella comunità di Empoli, una città nella quale il duplice omicidio compiuto da Mario Tuti nel 1975 rappresenta una ferita non rimarginabile e non dimenticabile, nonché una città così saldamente e storicamente legata ai valori democratici e antifascisti da essere stata insignita, proprio per il grande contributo offerto alla lotta antifascista, della Medaglia d'Oro al merito civile, e tradizionalmente riconosciuta dagli storici della materia quale "capitale morale dell'antifascismo toscano".


Una ulteriore interrogazione parlamentare ai Ministri Lamorgese e Cartabia è stata presentata da Luca Sani insieme ad altri deputati toscani. L'atto è stato firmato anche da Susanna Cenni, Andrea Romano, Rosa Maria Di Giorgi, Lucia Ciampi, Laura Cantini, Filippo Sensi e Stefano Ceccanti.