Brenda Barnini pensa a una ‘Nuova Era’ per Empoli. Il sindaco presenta il piano in Consiglio Comunale

Cinque sfide da cui ripartire per affrontare il nuovo mondo post Covid19.

Brenda Barnini pensa a una ‘Nuova Era’ per Empoli. Il sindaco presenta il piano in Consiglio Comunale

EMPOLI – ‘Empoli Nuova Era’, così Brenda Barnini ha voluto intitolare la sua nuova visione di città.
Una prospettiva che si è dovuta modificare e plasmare in queste settimane sulla base di un nuovo modo di approcciarsi alla vita di tutti i giorni, alle relazioni, agli spazi, agli spostamenti. Insomma una Nuova Era per una Empoli post covid19. 

Il sindaco lo ha illustrato ieri sera, giovedì 28 maggio, in apertura della seduta del Consiglio Comunale che si è svolto per la seconda volta al Palazzo delle Esposizioni proprio per riuscire a mantenere le distanze in ottemperanze alle normative sanitarie. 

nuova era«C’è bisogno di un piano generale che serva a ripensare alla città e a una parte sostanziale degli obiettivi che ci siamo posti finora. Per affrontare questo 2020 dovranno essere prese decisioni complicate. Fra giugno luglio prossimi ci aspetta una manovra per correggere la spesa corrente. Il Governo ha promesso risorse, in parte venendo incontro alle richieste dei sindaci. Sta di fatto che i conti comunali che si stanno delineando ci metteranno di fronte a delle scelte: cosa fare o non fare. Credo che non si possa affrontare questo momento solo con un approccio riduttivo. Di semplicistico taglio di alcuni voci. Non usare forbici, ma guardare il futuro con una nuova prospettiva. Vorrei provare ad affrontare questa situazione pensando appunto a una Nuova Era. Un nuovo modo di vivere Empoli». 

PARTECIPAZIONE - «Sono cinque i punti su cui vogliamo articolare la proposta, che poi sarà messa a disposizione del dibattito della città e quindi anche a disposizione dei cittadini e delle associazioni per essere integrata». 

SPAZIO PER LE PERSONE - «C’è bisogno di iniziare da subito a costruire un nuovo spazio urbano. Il distanziamento fisico che ci è richiesto per evitare il contagio necessità di maggior spazio tra le persone. Ecco che evidentemente nella nostra città dovremo togliere spazio ai mezzi di trasporto e allo stesso accelerare il processo di progettazione e realizzazione di piste ciclopedonali e di zone ‘30’. Per far questo  ci metteremo da subito al lavoro per cogliere occasioni di finanziamento esterno. Penso anche a una Empoli che anche solo a livello di segnaletica favorisca il muoversi a piedi o in modo ‘dolce’ e green. Il nostro centro cittadino è tutto e assolutamente raggiungibile in pochi minuti e a volte spendiamo più tempo a cercare un posto auto che ad arrivare sul luogo a piedi o in bici. Cercheremo di invogliare le persone a fare scelte intelligente per la salute di tutti». 

nuova eraCITTÀ del QUARTO d’ORA – Il sindaco Brenda Barnini si è ispirata alla collega parigina Anne Hidalgo che ha proposto: «Ville du quart d’heure, la città del quarto d’ora».  «L'idea mi è sembrata vincente e l'ho copiata dalla sindaco di Parigi. Un modo innovativo di ripensare la Grande Parigi, come un puzzle di isole con una certa autonomia vitale. Un quarto d’ora è l’unità di misura del suo progetto, che immagina di ripensare la città intorno a servizi e funzioni raggiungibili dai cittadini a piedi o in bicicletta entro quel lasso di tempo. È una metafora stimolante. Riporta la città alla sua dimensione ad isole e comunità solidali, nelle quali siano presenti le scuole, i servizi al cittadino, i negozi e tutto quello che rende confortevole vivere in città, lasciando più possibile a casa l’auto. E che diventa cruciale nei momenti di crisi e pericolo per la salute. Dunque penso a negozi di prossimità, ma anche a un servizio come la Casa della Salute. Da incentivare. Insomma una città con tutto o quasi tutto a portata di passeggiata». 

«Empoli in questo senso è già avvantaggiata - ha proseguito Brenda Barnini - se penso alle scuole in ogni frazione e quartiere. In quest'ottica anche i nostri circoli Arci e Case del Popolo possono avere un ulteriore funzione sociale. Per esempio nell'epoca dello smart working e della didattica a distanza i circoli possono essere spazi organizzati, con l'aiuto delle associazioni, dove trovare luoghi per coworking o colearning. Magari con l'uso condiviso a turni di device». 

«Possiamo dire che progetto di innovazione urbana HOPE è stato per certo versi precursore. Non a caso sono in fase di realizzazione una nuova casa della salute allex Ser.t, nuovi spazi di coworking al vecchio ospedale, un media center e altri luoghi che ci saranno utili per una Empoli Nuova Era. Hope già ai suoi albori disegnava una nuova prospettiva. Per arrivare a questo sarà fondamentale la presenza di una infrastruttura tecnologica all'altezza». 

CONNETTIVITÀ - «Per questo penso alla fibra che proprio in queste settimane open fiber sta posando in molte zone di Empoli. Ciò che ci ha insegnato l'esperienza Covid è che senza una città totalmente connessa alla rete non è possibile garantire pari opportunità ai cittadini. Oltre all’investimento privato dovrà esserci anche quello pubblico, per rendere tutta Empoli realmente connessa. Questo serve anche soprattutto per immaginare la ripartenza delle scuole. Non tutti i ragazzi potranno tornare insieme a scuola e quindi rimarrà indubbiamente una parte di didattica a distanza. Investire sulla connettività significa quindi anche dare modo tutti i ragazzi di avere le stesse opportunità». 

nuova eraCULTURA -«Una Task Force di esperti e associazioni è già al lavoro. Dobbiamo assolutamente ripensare alle opportunità di fruizione e di produzione della cultura perché non esiste di fatto una città e una comunità senza le proprie espressioni culturali». 

COMUNITÀ IN CAMMINO – «A proposito di comunità. Il quinto e ultimo punto su cui vogliamo ripartire è intitolato ‘Comunità in cammino’. Perché se già prima di questa crisi per noi era fondamentale lavorare sulla partecipazione e sulla cittadinanza attiva, sul prendersi cura dell’altro, basti pensare al progetto di sicurezza partecipata ‘Controllo del vicinato’. Beh adesso lo è ancora di più fondamentale. L’obiettivo è fare di più assieme, investendo sui legami della comunità non sulle divisioni».