‘67° Premio Luigi Russo’, sabato la consegna. Prima gli incontri con gli autori, poi la cena al Pozzale

I tre vincitori sono Francesco Benigno, Claudia Durastanti e Evelina Santangelo. La cerimonia sabato 16 novembre, alle 17, al Cinema La Perla

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EMPOLI – Ancora pochi giorni per la cerimonia di premiazione della 67a edizione del ‘Premio letterario Pozzale Luigi – Russo’ che si terrà sabato pomeriggio, 16 novembre, alle 17, al Cinema Teatro ‘La Perla’ di Empoli, in Via dei Neri.

Negli ultimi due anni l’obiettivo dell’amministrazione comunale e del comitato organizzatore è stato quello di riavvicinare il grande pubblico a questo premio, il più importante riconoscimento culturale della Città di Empoli. Il ‘Pozzale’ ha voluto rinnovarsi tornando in qualche modo alle sue origini e proponendo alcune novità significative. La prima riguarda il coinvolgimento dei cittadini con la possibilità di partecipare alla Giuria Popolare che si è affiancata a quella che da sempre costituisce il fulcro del Premio.

 

Oltre a ciò, l’ormai imminente serata della premiazione non si svolge a metà luglio, in uno dei giovedì degli eventi estivi serali, bensì a novembre. Un cambiamento che ha proprio lo scopo di coinvolgere maggiormente la città dando modo ai lettori di partecipare ad un ciclo di incontri dedicati ai tre libri vincitori, selezionati dalla giuria di esperti e individuati all'interno della rosa dei libri in concorso.

 

E poco prima della cerimonia ufficiale ci sarà la possibilità di avvicinare i tre autori: Venerdì 15 novembre, alle 17, alla Libreria Cuentame incontro con Evelina Santangelo e il suo libro intitolato ‘Da un altro mondo’, Einaudi 2018; sempre venerdì, alle 21.15, invece, incontro alla Libreria Rinascita con Claudia Durastanti e il suo libro intitolato ‘La straniera’, La Nave di Teseo, 2019. Infine nella mattina di sabato 16 novembre, giorno della cerimonia di assegnazione ufficiale del ‘Premio Pozzale’, alle 9.30, nell’Auditorium di Palazzo Pretorio, si terrà l’incontro con Francesco Benigno il suo ‘Terrore e terrorismo’, Einaudi 2018.

 

«Giunto alla 67° edizione, il Premio Pozzale Luigi Russo, rimane sicuramente l'evento culturale più importante della nostra città.  Un premio che negli ultimi anni ha visto molti cambiamenti, dettati anche da un'esigenza diversa per riavvicinare la manifestazione ai cittadini, senza mai perdere le proprie radici – ha detto l’assessore alla cultura Giulia Terreni –. Infatti dopo la cerimonia di premiazione è anche in programma il momento conviviale tra giurati e vincitori, si svolgerà alla Casa del Popolo del Pozzale, a cui invitata tutta la cittadinanza. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno lavorato assiduamente alla realizzazione dell'evento,  non solo i componenti della giuria, ma anche il comitato organizzatore, i gruppi di lettura e le scuole. Ancora una volta Empoli si è confermata "Città che legge", vista la riuscita delle tante iniziative di promozione della lettura organizzate presso la Biblioteca. Non mancherà un momento di ricordo e di ringraziamento anche per il supporto che il filosofo professor Remo Bodei, recentemente scomparso, ha dato al premio nei suoi 20 anni da giurato. Vi invitiamo perciò a partecipare alla cerimonia che si terrà sabato 16 novembre, alle ore 17.00 presso il Cinema la Perla».

 

LE OPERE VINCITRICI e gli AUTORI

Francesco Benigno, Terrore e terrorismo (Einaudi 2018)
Atti di rivendicazione che rispondono ad una precisa strategia di propaganda ideologica sono solo le micce del sistema organizzato del terrorismo.  Benigno ne indaga le origini, le cause e gli obiettivi seguendone criticamente gli sviluppi, fino alle forme che conosciamo 
oggi, amplificate dall'accresciuto impatto dei media su masse sempre più consistenti e numerose."Dal terrore della rivoluzione francese alle bombe anarchiche, dal populismo russo alla Guerra fredda, dagli anni di piombo all'11 settembre", la macchina della violenza aggiorna i suoi strumenti, resi sempre più sofisticati ed eclatanti, prestandosi ad una vera e propria pianificazione costruita a tavolino per generare senso di inquietudine e insicurezza. Se le origini sono storicamente ricostruibili, così come le diverse configurazioni succedutesi nel tempo, non è tuttavia più possibile attribuirne le responsabilità ad un unico sistema culturale.
Chi è Francesco Benigno

Francesco Benigno insegna Storia moderna presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Studioso di storia politica europea della prima età moderna, si è occupato anche dell'analisi dei concetti storiografici, dei processi di costruzione identitaria dei gruppi sociali e della storia della criminalità organizzata. Tra i suoi libri piú recenti ricordiamo: Mirrors of Revolution. Conflict and Political Identity in Early Modern Europe (Brepols, 2010); Favoriti e ribelli. Stili della politica barocca (Bulzoni, 2011); Parole nel tempo. Un lessico per pensare la storia (Viella, 2014); per Einaudi, La mala setta. Alle origini di mafia e camorra. 1859-1878 (2015) e Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica (2018).

 

Claudia Durastanti, La straniera (La nave di Teseo 2019)

Il romanzo è un elogio, a tratti esplicito, della diversità, intesa non come un'astrazione, tanto meno come un'etichetta, bensì come corrispondenza ad un modo di sentire e di essere che dà profondità e carattere alle persone, mettendone in rilievo la straordinaria, complicata, talvolta bizzarra singolarità. Il racconto trascina, con la pregnanza delle parole selezionate senza enfasi e delle situazioni, talvolta enigmatiche o contraddittorie, coinvolgendo il lettore nell'esistenza dei protagonisti, sempre un po' estraniati rispetto alla banalità del quotidiano, non rassegnati a nascondersi dietro un destino che possa sembrare già scritto; ed è proprio la scrittura che getta una luce diversa sugli avvenimenti della vita ed ha permesso, secondo quanto rivela l'autrice, di "scarnificare i fatti biografici e li ha resi malleabili affinché venissero raccontati con la gioia del romanzesco".

Chi è Claudia Durastanti

Claudia Durastanti (Brooklyn, 1984) è scrittrice e traduttrice. Il suo romanzo d’esordio Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (2010) ha vinto il Premio Mondello Giovani; nel 2013 ha pubblicato A Chloe, per le ragioni sbagliate, e nel 2016 Cleopatra va in prigione, in corso di traduzione in Inghilterra e in Israele. È stata Italian Fellow in Literature all’American Academy di Roma. È tra i fondatori del Festival of Italian Literature in London. Collabora con “la Repubblica” e vive a Londra. 

Evelina Santangelo, Da un altro mondo (Einaudi 2018).

Ambientate in un lontano 2020, tre storie si compongono in racconti paralleli che mettono a nudo la violenza dei giorni, la spietatezza inflitta a vite sottrate da una quotidianità di affetti e di ambienti familiari. Non ci sono ripari offerti da luoghi comuni, che confortino sulla certezza di posizioni preconfezionate e delineate come uno spartiacque tra vittime e carnefici. Non stupisce infatti che questi ultimi si annidino ovunque nel racconto, anche nelle vite più ordinate, apparentemente non minacciate dall'asprezza dei conflitti. La brutalità jihadista e quella neonazista covano sotto la cenere di una cività occidentale distratta e sovrabbondantemente informata, incapace di guardare in faccia i propri fantasmi. I destini stessi dei protagonisti sembrano arrivare a sfiorarsi, in qualche modo si intrecciano, ma senza incontrarsi veramente nè riconoscersi, disegnando una traiettoria di viaggio in senso contrario rispetto a quella della odierna geografia delle migrazioni.

Chi è Evelina Santangelo

Evelina Santangelo è nata a Palermo. Presso Einaudi ha pubblicato nel 2000 la raccolta di racconti L'occhio cieco del mondo (con cui ha vinto i premi Berto, Fiesole, Mondello opera prima, Chiara, Gandovere-Franciacorta), i romanzi La lucertola color smeraldo (2003), Il giorno degli orsi volanti (2005), Senzaterra (2008), Cose da pazzi (2012), Non va sempre cosí (2015) e Da un altro mondo (2018). Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Disertori e Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi Stile Libero, 2000 e 2004), Principesse azzurre 2 (Oscar Mondadori, 2004) e Deandreide (Rizzoli Bur, 2006). Con il racconto Presenze ha partecipato all'antologia L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino(Feltrinelli, 2017). Ha anche tradotto Firmino di Sam Savage, Rock'n'roll di Tom Stoppard, e curato Terra matta di Vincenzo Rabito.

STORIA - Il Premio nasce nel 1948 (oltre 70 anni fa, siamo alla 67a edizione) per volontà della sezione del partito Comunista della frazione di Pozzale, nell'ambito della festa della stampa comunista. Trova le radici nei valori della Resistenza auspicando l'incontro tra intellettuali e lavoratori, un simbolo della volontà di ripartire socialmente e culturalmente dopo i dolori e la distruzione della Seconda Guerra Mondiale. Il Premio ha un suo comitato organizzatore, di cui fanno parte il sindaco di Empoli e l’assessore alla cultura, e una giuria che fin dagli inizi ha visto come componenti intellettuali di grande livello - da Romano Bilenchi e Sibilla Aleramo a Cesare Luporini, da Silvio Guarnieri a Cesare Garboli. Luigi Russo ne ha fatto parte dal 1952. Dopo la sua morte, avvenuta nel ’61, per l'affetto e la partecipazione che il critico aveva dimostrato verso questa istituzione e la sua gente, il Premio viene a lui intitolato: Pozzale-Luigi Russo.